«Il miglior trimestre di sempre» . È il commento di Steve Jobs ai risultati record degli ultimi tre mesi di Apple, conti al di sopra delle aspettative degli analisti: con l’utile più che raddoppiato (+125%) a 7,31 miliardi di dollari (7,79 dollari ad azione), rispetto a una stima di 5,85 miliardi di dollari mentre il fatturato cresce dell’ 82%sull’anno precedente a 28,6 miliardi di dollari (la stima si fermava a 25 miliardi). Dietro questi risultati c’è il boom di vendite di iPhone e iPad2, soprattutto in Asia: 20,3 milioni di pezzi per gli smartphone del gigante di Cupertino e 9,3 milioni per i tablet, cui si aggiungono 3,95 milioni di computer Macintosh (+14%). Calano invece le vendite di iPod (7,53 milioni di unità contro una stima di 8,5 milioni) per la concorrenza interna da parte di iPhone e iPad, in grado di leggere file musicali, la funzione principale del lettore mp3 di casa. Trainato da conti migliori delle attese il titolo della mela morsicata apre Wall Street con un rialzo del 3,67%, in aumento di 13,82 dollari, a 376,85 dollari per azione. «Ora — aggiunge l’amministratore delegato nella nota— siamo impegnati a portare l’iOs 5 e iCloud ai nostri utenti» . Il colosso tecnologico comunque non si siede sugli allori. E subito dopo l’annuncio dei risultati lancia una serie di novità come «Lion» , il nuovo sistema operativo che avvicina pc e mondo mobile, e gli aggiornamenti su MacBook Air (che lo rendono «due volte e mezzo più veloce» del precedente) e su Mac Mini (il computer scatoletta senza tastiera e mouse con «processori e grafica due volte più veloci» ). Oltre alla nuova tecnologia Thunderbolt (per connettere più dispositivi contemporaneamente in modo molto rapido). Insomma tante novità mentre si torna a parlare della successione di Steve Jobs. Secondo il Wall Street Journal l’avvicendamento del numero uno di Cupertino sarebbe in agenda del management di Apple, che avrebbe contattato alcune società di cacciatori di teste. Indiscrezioni liquidate dallo stesso Jobs sul quotidiano americano: «Sono solo stupidaggini» . Il fondatore è in aspettativa per motivi medici e per la terza volta negli ultimi dieci anni ha preso una pausa per sottoporsi alle terapie, senza indicare però la data del possibile rientro. Né il possibile successore. A mandare avanti la Apple adesso è il suo vice Tim Cook. Jobs gode comunque del pieno sostegno del consiglio. Perché Apple non può permettersi— nonostante gli straordinari risultati degli ultimi anni, che hanno portato l’azienda alla seconda capitalizzazione in Borsa per valore assoluto dietro alla petrolifera Exxon— di fare a meno del suo leader.

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