ra la parte più attesa di iCloud e ora è attiva e a disposizione: I— ma solo negli Stati Uniti. Parliamo di iTunes Match, che estende C i l’offerta di iTunes nella nuvola e lo applica a tutta la libreria dei brani dell’utente a prescindere dall’origine (che si presuppone legale), e non più solo a quanto “acquistato” da Apple. Dalla metà di novembre infatti chi è negli States (o ha un account nello Store d’oltreoceano) non solo può riscaricare quante volte vuole la musica pagata (o ottenuta gratuitamente durante le promozioni dello Store) ma pagando poco meno di 25 dollari può avere una copia fornita da Apple di tutti i brani, dal suo catalogo, fino a un massimo di 25000 tracce. È un’offerta molto allettante, ma ci sono alcune cose che è bene sapere prima di aderire. Anzitutto il limite numerico: chi ha più di 25000 file in iTunes non solo non può scegliere di fare una sincronizzazione selettiva ma non può proprio attivare iTunes Match, che di fatto rimpiazza la Libreria di iTunes. Ci sono inoltre brani che vengono esclusi per motivi di dimensione (se maggiori di 200 MB) o di bassa qualità (perché codificati a 96kbs o meno) o perché con protezioni diverse da quella di Apple (ad esempio i file WMA con DRM), in particolare se acquistati su servizi stranieri. Alcuni utenti hanno inoltre scoperto che l’algoritmo di riconoscimento di Apple non è perfetto e talvolta alcuni brani non sono sincronizzati, risultando in “buchi” nella tracklist. Attenzione infine al numero dei dispositivi, che possono essere massimo dieci (di cui cinque computer) e al cambio di account: non è possibile passare da uno Store all’altro e utilizzare le funzioni della nuvola, a meno di aspettare ogni volta 90 giorni, /

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