E dopo Google è nato Volunia. Stesso padre: Massimo Marchiori, padovano di 41 anni, felice di aver portato nella realtà un’altra idea coltivata da tre anni: «un nuovo motore di ricerca che va oltre Google. Altrimenti non aveva senso concepirlo», dice. E nella sala dell’Archivio Antico di Palazzo Bo, cuore dell’ateneo patavino, il genio degli algoritmi ha svelato in streaming mondiale la frontiera più moderna del web mostrando le pagine che animano Volunia. Per vederle in questi giorni bisogna registrarsi: www.volunia.com, ma dalla prossima settimana l’accesso sarà libero a chiunque, da ogni angolo della Terra. «Da quindici anni i motori di ricerca sono sempre gli stessi — nota Marchiori —. Bisognava inventarsi qualcosa di diverso per sfruttare meglio le immense possibilità della rete in continua espansione e per questo sempre più complessa. Nello stesso tempo era necessario rendere più diretta la navigazione cogliendo subito ciò che interessa framilioni di possibilità e nel modo più ampio e figurato possibile». Ma come si concretizza tutto ciò? L’accesso a Volunia offre una barra con tre contenuti fondamentali. C’è la mappa attraverso la qualemostrare e personalizzare graficamente a piacimento i contenuti di un sito: «Generando una visione a volo d’uccello» sottolinea Marchiori. Cliccando, invece, su Media si entra nel multimediale più sfrenato. Il motore presenta anticipazioni di un intero campo che può interessarci in questa forma con una serie di finestrelle dalle quali si coglie subito l’elemento utile, senza continuare ad aprire e chiudere come si faceva sino a ieri. Tutto ciò è racchiuso nella primametà dello slogan coniato per Volunia, «Seek & Meet», cercare (seek, appunto). Ma la parte veramente innovativa è nascosta in Meet, incontra. «È soprattutto qui che si può innescare una rivoluzione — commentaMarchiori—. Finora eravamo chiusi in gabbie: si cercava, si trovava e ci si fermava nel luogo individuato, fosse un sito o un social network. Adesso abbiamo fuso i due mondi e quando arriviamo ad un sito che ci interessa vediamo anche contemporaneamente chi lo sta frequentando o lo ha consultato. E possiamo metterci direttamente in contatto con lui, dialogare, interagire, scambiare opinioni. La rivoluzione sta nel fatto che, d’ora in poi, si costruiranno rapporti partendo da qualcosa che è in comune. Così Volunia diventa un strumento di socializzazione formidabile». Massimo Marchiori aveva ideato l’algoritmo usato da Google. Ora la nuova impresa è scaturita dai finanziamenti dell’impresario sardo Mariano Pireddu e le competenze hardware di una piccola società di informatica di Scandiano (Reggio Emilia). Qui sono state realizzate le unità di elaborazione e gestione che potranno aumentare per soddisfare la crescita del sistema. Una decina di giovanissimi «cervelli», inoltre, sono entrati nel team per sviluppare il motore «rinunciando ad offerte ben più remunerative, ma affascinati dall’avventura », proprio come Marchiori aveva scelto di abbandonare ilMit e tornare in Italia, insegnando ora a Padova. «Queste scelte sono un segno positivo. Abbiamo dei valori e non temiamo nulla nell’arduo confronto internazionale», sottolinea il rettore Giuseppe Zaccaria. «Vogliamo salvare le eccellenze» aggiunge il sindaco Flavio Zanonato orgoglioso del concittadino, quasi promettendo altre sorprese. Intanto decolla Volunia, una parola nata dalla fusione di «volo » e «Luna» per indicare un grande balzo, e non solo con la fantasia.

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