La proposta per una nuova normativa Ue sulla protezione dei dati presentata pochi giorni fa dalla commissaria europea per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza Viviane Reding, è un tomo di 119 pagine, contenenti una serie di importanti novità rispetto alla direttiva 94/46/Ec, al Regolamento 45/2001 e alla Decisione 2008/977/Jha, che oggi regolano il settore. Nel mirino del nuovo pacchetto di disposizioni, gli operatori globali su Internet, per i quali finora i rischi di una violazione del diritto comunitario permangono irrilevanti sul piano delle sanzioni economiche. Sullo sfondo di una crescente consapevolezza dei rischi di un’incontrollata consegna di dati personali a terzi, ciò che per il momento preoccupa di più colossi come Facebook o Google sono i possibili danni all’immagine, portati avanti a valanga attraverso il pianeta, magari proprio grazie ai social network. È stato questo il caso di alcune denunce degli ultimi tempi, fra cui quelle dello studente austriaco Max Schrems contro Facebook, maanche di autorità tedesche e norvegesi, che hanno sottolineato particolari inquietanti nelle procedure di molti operatori: il monitoraggio dei computer da cui gli utenti si collegano e persino degli inviti ad eventi, ricevuti da un utente, anche se rifiutati.Maanche la registrazione dei “mi piace” su siti Internet diversi da quello del proprio social network e il riconoscimento facciale nelle foto messe in rete. O il bombardamento di cookies sui computer degli utenti, a scopo commerciale. O ancora la diffusa prassi dell’opt-out, cioè la richiesta all’utente di esplicitare se non vuole un servizio, considerando la mancanza di un no, come un’accettazione. La nuova normativa dovrà essere discussa e approvata dai 27 Paesi dell’Unione europea ma Reding spera di concludere la fase istruttoria entro l’anno. Intanto, martedì 7 si celebra la Giornata europea della sicurezza su Internet: www.saferinternt. org. Il tema di questo anno: la connessione e la reciproca educazione fra generazioni in temaWeb.

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